La Villa

 

Della villa si hanno notizie fin dal 1600. Il corpo di fabbrica è allora costituito dalla casa che rappresenta l’abitazione di campagna del nobile veneziano Gio Batta Calbo, e dalla barchessa che molto probabilmente ospitava la stalla e la camera del cocchiere. Agli inizi del 1800, i Calbo la vendettero ai ricchi veneziani Bressanin, che investirono le loro risorse nell’agricoltura. La villa venne notevolmente ampliata. Perdette gradualmente gli ornati e si trasformò in centro di azienda agricola di tutto rispetto, che possedeva nel territorio fino a 2000 campi padovani. Dalla documentazione fornitaci dal catasto napoleonico, 1808, il corpo centrale risulta oramai definito e le evoluzioni riguarderanno solamente l’aggiunta delle ali laterali. A sud del complesso si nota la presenza di un corpo di cui non è rimasta traccia e di cui si ignora la destinazione d’uso.
Nel 1829, catasto austriaco, il corpo a sud della villa subisce un’evoluzione e compare sul lato ovest un’appendice. Ecco che nel 1842 il complesso raggiunge la tipologia a corte che tutt’oggi possiamo riscontrare. Buona parte delle terre di Borgoricco erano diventate proprietà della famiglia Bressanin: alcuni fondi erano lavorati da contadini a mezzadria, mentre il resto era lavorato direttamente dall’azienda tramite il bracciantato. Famiglia ricchissima, i Bressanin ospitavano nel loro palazzo numerosa servitù e nelle adiacenze (le barchesse), uno stuolo di servitori attendevano ai lavori più svariati: nelle cantine, nei granai, nelle scuderie, fabbri e carradori nelle officine, nei pollai, nel frutteto, negli orti e nel giardino. Tutto questo personale ed una folla di braccianti per il lavoro nei campi, era controllato dal fattore dell’azienda che curava i tempi e la programmazione dei lavori e la conduzione di tutta la vasta proprietà. I Bressanin curavano attivamente l’amministrazione dei propri beni. Erano stimati e temuti e talora anche munifici: i due altari di San Leonardo e di Santa Lucia, patroni della chiesa di Borgoricco, che si trovano all’interno della chiesa parrocchiale di San Leonardo, sono dono della famiglia Bressanin, che commissionò anche l’incarico delle rispettive due pale al pittore Sebastiano Santi. Ottennero in cambio dalla parrocchia, l’autorizzazione a edificare presso la stessa chiesa parrocchiale di San Leonardo una cappella funeraria per la sepoltura dei loro morti. L’azienda agricola decadde nella seconda metà del ‘900 per una serie di errori finanziari.
Le terre coltivate dai mezzadri vennero dapprima concesse in affitto, successivamente vendute. L’ultima proprietaria fu Annamaria Bressanin, che aveva sposato il grande giornalista milanese del Corriere della Sera Cesco Tommaselli (che partecipò alla spedizione di Nobile al Polo Nord). Non ebbero figli ed alla morte di Annamaria avvenuta nel 1989, per espresso volere della defunta, la villa passò alla parrocchia di Borgoricco San Leonardo, con la clausola che fosse adibita a casa di riposo per anziani. I lavori di ristrutturazione iniziarono nel 2001, e nel mese di luglio 2005 una prima parte del complesso, quello ad ovest, divenne Centro Residenziale per persone anziane non autosufficienti, gestito dalla Fondazione Opera Immacolata Concezione di Padova (O.I.C.). In un secondo lotto della villa (quello centrale) sono da poco terminati i lavori di restauro e si è in attesa di aprire ad altri pazienti. La rimanente parte che si sviluppa nell’ala orientale, è in attesa dell’intervento di restauro per il definitivo ampliamento della casa di riposo.
Di notevole, la villa ha senz’altro le dimensioni, ma non conserva opere d’arte di particolare pregio. L’interno non è affrescato. La ricca biblioteca è stata donata al Comune di Borgoricco, mentre i notevoli arredi sono stati venduti all’asta per ricavare fondi per la casa di riposo.

Il Parco

Quello che fa di villa Bressanin un unicum è il parco. Allestito nella seconda metà dell’Ottocento secondo i canoni del giardino romantico, è rimasto tale fino ad oggi. Conserva alberi di notevole pregio, in particolare un enorme Cedro Deodara ramificato alla base con più fusti, posto al centro; una Sophora Pendula ed un Cipresso Calvo sullo sfondo, verso la canaletta che delimita il parco. Il parco si estende su circa 20000 mq di superficie ed è racchiuso dalla struttura ad U della villa: ciò comporta l’instaurarsi di un microclima con temperatura interna al giardino mediamente superiore di qualche grado centigrado rispetto alla temperatura della campagna circostante. E’ abitato da ricca fauna, soprattutto uccelli, ed è spesso presente la volpe. Al suo interno colpisce il silenzio ed una certa atmosfera di magia, che ti fa quasi avvertire le voci del passato, che parlano di lavori, di sudore e di fatiche. Bella sul fondo ad est la collina del thè, dove i signori sorseggiavano la bevanda a metà pomeriggio, immersi nel verde che li celava agli sguardi. Da notare l’aia in mattoni di cotto sul fondo ad ovest del parco a sud dell’ala est, non più intatta purtroppo a causa dei segni del tempo e che serviva ad essiccare le granaglie, prima di riporle nei granai della villa. La copertura erbosa, l’ha parzialmente protetta dal degrado fino ad oggi. Non deve sfuggire il cromatismo del parco, cioè la diversità e l’accostamento dei colori della vegetazione, particolare che si coglie soprattutto nei periodi primaverile, estivo ed autunnale. Le piante sono disposte secondo un preciso e puntuale studio. Come si è intervenuti con un restauro in buona parte della villa, anche il parco si presenta bisognoso di cure e di restauri.
Una serie di violenti temporali estivi nel tempo ha sradicato un buon numero di piante antiche, e molti arbusti di sottobosco sono stati sbrigativamente eliminati per consentire una più rapida manutenzione del giardino. Sono entrate dalla campagna circostante specie indigene che non rispondono ai canoni romantici ottocenteschi originali, e si è provveduto ad inserire specie esotiche che prima non erano appannaggio del parco. Ci si augura che quanto prima possa venir ripristinato l’aspetto antico ed originario di questo giardino.
è possibile visitare il parco previa prenotazione presso l’Associazione HerediA: Tel. 3454418830; mail info@heredia.it.

 

a cura di Bruno Pegorin e Giovanni Michelon di Associazione HerediA

Parco e Villa Bressanin – Via Pelosa 73 – Borgoricco – PD

PROPRIETA’ – Parrocchia di San Leonardo – Borgoricco

Con l’Associazione HerediA puoi visitare il parco su prenotazione: Tel. 345 4418830; mail info@heredia.it

http://www.heredia.it/
http://www.comune.borgoricco.pd.it

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